Recensione di Mille splendidi libri

Una nuova recensione positiva di Morte di Stato a cura di Loredana per il blog Mille splendidi libri. Potete leggerla integralmente al seguente indirizzo (clicca qui) e vira sulle sensazioni provate nel corso della lettura, oltre che ovviamente alla presentazione della trama e degli argomenti.

In apertura, un breve estratto grafico composto da alcune delle frasi con le quali il recensore ha descritto o commentato il libro. Sullo sfondo, uno dei disegni presenti all’interno del libro, riprodotto parzialmente.

Di seguito si riporta integralmente la recensione.

“Come è iniziato tutto?
Questa è la domanda “madre” che ci si pone quando si desidera capire. ”

Ruben Trasatti è l’autore di Morte di Stato, un romanzo di genere fantapolitico distopico ambientato a Roma nel 2030.

La realtà alternativa di Ruben mi ha lasciata letteralmente senza parole; la riforma attuata dallo Stato Unito d’Europa, prevede il pensionamento alla “tenera” età di 60 anni, tutti ne sono felici, in fondo chi vorrebbe lavorare oltre, ma ogni medaglia ha il suo rovescio, amaro e inquietante: compiuti settant’anni, gli anziani verranno condotti alla morte, potranno godere della pensione solo dieci anni, poi la triste fine.
Nicola Balestrieri è impiegato all’Agenzia del Controllo del cittadino Europeo e sarà lui ad accompagnare il padre alla morte; il giorno del suo compleanno, lo condurrà alla Morte di Stato.
L’esecuzione degli anziani comporterà nuovi posti di lavoro alle giovani generazioni e soprattutto sfruttare le risorse economiche…

“«Fate capire loro che ciò che stanno per compiere è per il bene della generazione futura. I figli dei loro figli potranno entrare a lavorare prima grazie al turnover favorito dalle uscite anticipate obbligate. Metteranno fine al malcontento, ai suicidi per disoccupazione e alla povertà.»”

“«Fate capire loro che morendo a 70 anni faranno risparmiare allo Stato milioni di euro in pensioni, costi sulla sanità pubblica, agevolazioni precedentemente riservate agli anziani. La generazione futura potrà godere di molti più benefici”

Non è però facile restare fermi ad aspettare la morte, alcuni tentano la fuga, ma se catturati l’esecuzione è pressoché immediata, i fuggitivi vengono rintracciati mediante un chip sottocutaneo, innestato al momento del pensionamento.
Le leggi di questo stato superano l’immaginario collettivo, sono talmente assurde che potrebbero essere reali, come in materia di immigrazione; bloccare i flussi migratori, rimpatriare gli illegali è solo l’inizio, la legge si inasprisce con emendamenti inquietanti…

“è vietato agli stranieri di qualsiasi nazionalità extra-europea di risiedere all’interno dell’Unione Europea o di entrare nel suo territorio. È considerato stranieroanche colui che è nato da almeno un genitore che non è in possesso della cittadinanza europea da almeno 20 anni a partire dal 1° luglio 2030. Tutte le concessioni di cittadinanza effettuate dopo il 1° luglio 2010 si intendono revocate.»”

Nicola Balestrieri si rende conto che non può continuare, può scegliere solo di fare la cosa giusta, sceglie di stare dalla parte giusta.
Da sempre il tema delle immigrazioni, attira le animosità di chi è contrario all’accoglienza degli stranieri.

Si vive questo malcontento politico nel romanzo di Ruben, ma si vive anche nella nostra realtà.
I politici di alcune fazioni estremizzano i dati, estremizzano i casi, estremizzano la pericolosità del flusso migratorio.
Oggi si parla di leggi pro o contro la cittadinanza dei genitori per la naturalizzazione di un bambino nato sul territorio; parliamo di persone che scappano dalla guerra e trovano di fronte un muro; parliamo di viaggi della speranza e trovano la morte.

Un libro ricco ed esaustivo, curato nei dettagli e la caratterizzazione dei personaggi lo rende molto evocativo.
Forte, vibrante e originale, con una vasta gamma di emozioni che ti sfiorano la pelle; dall’inizio alla fine, Morte di Stato è un misto di rabbia e tenerezza.
La morte, la solitudine, le debolezze, ma anche il riscatto e la voglia di cambiare, la voglia di dire basta ai soprusi, e mi sovviene Bertrand Russell:

“Non smettete mai di protestare; non smettete mai di dissentire,”

Non per questo vuole essere un incitamento alla ribellione e l’autore ci tiene a precisarlo, ma le oppressioni, i soprusi, l’assolutismo e la dittatura non hanno mai portato un popolo alla felicità, ma solo a grandi dolori.

Come dicevo prima, il libro è ricco, soprattutto negli approfondimenti dei capitoli, ho, però trovato anche qualcosa di più: c’è una particolare intimità , c’è qualcosa di speciale, c’è trasporto emotivo, c’è un grande amore e una grande passione.
Perché vi consiglio questo libro? Semplicemente perché è un bel libro profondo e colto!

Ruben Trasatti è nato nel 1992 ad Ascoli Piceno. Da tre anni collabora per il settimanale milanese Telesette occupandosi di programmazione televisiva. E’ un grande appassionato di videogiochi e per molto tempo ha fatto parte della redazione del sito MondoXbox. Per Epic Games ha gestito la community italiana di Gears of War e ha contribuito come Graphic Designer e Concept Artist per il remake di Unreal Tournament.

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