Recensione di Different Magazine

Ecco la prima recensione di Morte di Stato a cura di Miriam Bocchino del sito “Different Magazine”, che potete leggere integralmente a questo indirizzo (clicca qui).

In apertura, un breve estratto grafico composto da alcune delle frasi con le quali il recensore ha descritto o commentato il libro. Sullo sfondo, uno dei disegni presenti all’interno del libro, riprodotto parzialmente.

Di seguito si riporta integralmente la recensione.

Un libro che mi ha inquietato dal suo inizio: dovrebbe essere fantapolitico ma ho percepito la storia come verosimile e probabile.

La vicenda è ambientata in una Roma del futuro. Un futuro però non troppo distante dal presente reale che ci troviamo a vivere quotidianamente.

Il titolo del romanzo “Morte di Stato” è il principio per definire l’intera vicenda: a 70 anni lo Stato comanda di morire!

“Fate capire loro che ciò che stanno per compiere è per il bene della generazione futura. I figli dei loro figli potranno entrare a lavorare prima grazie al turnover favorito dalle uscite anticipate obbligate. Metteranno fine al malcontento, ai suicidi per disoccupazione e alla povertà”.

Cose c’è di più atroce e abominevole di uno Stato che ti intima di morire ad un’età predefinita?

Nicola, il protagonista del libro, è un funzionario statale e come tale adempie al compito di condurre gli anziani alla morte, tra cui a quella del padre.

I funzionari subiscono un vero e proprio “lavaggio del cervello”, divenendo, alcuni, totalmente insensibili.

“Fate capire loro che morendo a 70 anni faranno risparmiare allo Stato milioni di euro in pensioni, costi sulla sanità pubblica, agevolazioni precedentemente riservate agli anziani. La generazione futura potrà godere di molti più benefici e verranno sbloccate risorse fondamentali prima concesse a una fascia d’età improduttiva per il Paese. Cresceremo liberandoci di un fardello insostenibile, daremo una svolta radicale alla popolazione, non solo italiana ma anche europea.”

Nicola, tuttavia, è un uomo diverso e nella storia subisce il cambiamento da uomo inerme a combattente; cerca di mutare la società dall’interno, non per sé ma soprattutto per la donna amata, la figlia e il mondo esterno.

Nel libro il lettore, ad un certo momento, smette di leggere i suoi capitoli consapevole della finzione della storia e diviene empatico con il protagonista e la vicenda; quest’ultima crea disagio in quanto si è coscienti di come l’uomo, nella realtà, abbia fatto atrocità simili.

Lo scrittore descrive in maniera dettagliata il susseguirsi degli avvenimenti passati che hanno condotto a questa realtà distorta e disumana. La legge sulla Morte di Stato, infatti, è entrata in vigore dal maggio 2024, stabilendo che: a 60 anni si va in pensione, tranne per chi esercita la libera professione che può rimanere in attività fino a 65 anni e a 70 anni si muore. Chi si rifiuta di fare ciò diviene una “talpa”, costretto a vivere tra metropolitana e fogne per evitare di essere catturato. Ciò che provoca ancora più ribrezzo è la mancanza di giustizia ed ordine: una talpa, quindi un emarginato, può essere ucciso dalla folla senza che quest’ultima rischi qualsiasi tipo di condanna.

La vita in questa Italia, inoltre, non è drammatica solo per chi compie i famigerati 70 anni bensì anche per chi si ammala gravemente in quanto non riceve assistenza sanitaria e, al contrario, deve sottostare ad una morte statale anticipata e per gli immigrati che vengono considerati al pari delle bestie e come tali deportati: la morte spesso è la loro fine.

In alcuni punti ho rivisto riferimenti a gruppi politici attuali: il Movimento dei Lavoratori si avvicina al Movimento Cinque Stelle? Emergono le idee politiche dello scrittore e questo potrebbe essere fonte di disagio per chi non le condivide e crede di leggere una storia di fantasia.

Credo, tuttavia, che il libro sia ben strutturato, dettagliato e con profonda cura ai termini utilizzati. La storia coinvolge, intriga ed emoziona.

“Se non esistesse nessuna nazione?

Niente per cui uccidere o morire?

Solo la gente che vive in pace.”

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